ROCKY – La fortuna di Stallone

Rocky
Ho deciso di cominiciare il 2015 alla grande e per questo ho ritirato fuori il mio cofanetto di Rocky: 25° anniversario e ho rivissuto l’esperienza dell’eroe creato negli anni ’70 da Stallone.

Oggi, immerso nelle musiche di Bill Conti, vengo a scoprire che Stallone sta lavorando a uno spin-off di Rocky, “Creed” il cui protagonista è un nipote di Apollo che vuole fare il pugile sotto la guida del campione Balboa.

Rocky è l’emblema del grande eroe d’azione:

  1. non può morire
  2. non può andare in pensione
  3. continua a combattere indipendentemente dall’età anagrafica dell’attore che lo interpreta.
  4. non è capace di tirarsi indietro, è sempre pronto per lottare, soprattutto se la sua azione sembra impossibile e folle.

Silvester Stallone non è solo l’attore protagonista ma è anche il creatore del personaggio, sceneggiatore di tutta la serie e anche regista di quattro dei sei film.

Stallone deve il suo successo e tutta la sua carriera proprio alla sceneggiatura di Rocky che riesci a vendere ai produttori che volevano realizare il film con una clausola, “Devo interpretare io Rocky.”

Il cast è composto da sconosciuti eccetto Talia Shire appena uscita dal padrino parte I e II. Mi hanno colpito molto le interpretazioni di Burgess Meredith, Burt Young e Carl Weathers, hanno reso molto bene l’interpretazione della crisi dei loro personaggi, in effetti Rocky è un film di perdenti, i personaggi sono tutti dei sbandati che cercano di trovare la loro strada. Non solo Rocky ma anche Mickey, Paulie, Adriana e Apollo, tutti uomini e donne che cercano però di realizzare qualcosa di importante, come fosse una trasposizione cinematografica del messaggio evangelico “gli ultimi saranno i primi” (scusate se mi sono lasciato andare a questo commento filosofico).

Molto ben fatti anche i nemici, si passa dalla lingua lunga di Apollo all’introverso Clubber Lang (Mr. T, il leggendario Pessimo Elemento dell’A-Team), fino al quasi muto Ivan Drago (Dolph Lundgreen).

Gli incassi sono stati ottimi, dai primi 100 milioni di dollari del primo film fino ai 400 del quarto, Rocky V invece è stato un flop, solo 50 milioni di dollari e il motivo è molto semplice, non c’è il combattimento finale e quella rissa “da bar” fuori dal bar non è per niente epica come lo sono stati invece tutti gli altri incontri sul ring.

Tutti i maschi che sono andati a vedere Rocky l’hanno fatto perchè c’erano i combattimenti e soprattuto gli allenamenti accompagnati dalla famossissima colonna sonora. Nel quinto Rocky manca l’azione e sembra un opera incompiuta, appena finito di vederlo mi ha lasciato con una domanda fissa “Perchè Rocky non ha accettato di sfidare Tommy Gunn sul ring?” E non mi dite che è per il fatto che aveva riportato gravi danni cerebrali dopo l’incontro con Ivan Drago.

La verità è che Stallone voleva raccontare una storia diversa, voleva abbandonare un po’ l’azione del ring per dedicarsi a qualcos’altro, meno male però che si è reso conto dell’errore e nel 2006 ha tirato fuori un ultimo vero capitolo di Rocky.

E ancora non è finita, Stallone ha annunciato la realizzazione di uno spin-off intolato Creed, forse sarà pronto per la fine di quest’anno.

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